Introduzione

Paolo Melandri

Io, Paolo Melandri, nato a Faenza il 3. 8. 1974, ho studiato filologia classica sotto la guida di Italo Mariotti e mi sono laureato con una tesi sulla survie di Ennio nelle letterature latina, francese, tedesca, inglese e italiana. Aspetti di questa ricerca sono poi stati pubblicati come studi a parte su varie e prestigiose riviste.
Come si può evincere anche dalle pubblicazioni che scoprirete nel sito, mio interesse sono sempre stati aspetti di intertestualità tra opere di autori antichi e moderni, in un confronto fra diverse estetiche. In particolare ritengo che non sia possibile separare i diversi ambiti della Wissenschaft in area letteraria.
Il mio attuale progetto di ricerca riguarda l'umorismo nel periodo di trapasso tra l'estetica del tardo-barocco e quella del romanticismo, con Sterne, Jean Paul e Foscolo come autori di riferimento. La ricerca si propone di gettar luce sulle ragioni stilistico-retoriche che hanno posto le premesse alla svolta romantica. Il punto focale è la disamina dell'umorismo inteso come "esibizione di contraddittorietà" nell'ambito di un contesto argomentativo unitario di medio-breve gettata - quale una proposizione o un periodo - e come "intrusione" dell'auctor tra la persona agens e il lettore, con effetti di differimento e di straniamento molto frequenti. Testi di riferimento restano le imprescindibili opere di Freud e Pirandello, rilette però alla luce di un'indagine di carattere più squisitamente stilistico.
Fondamentale per me è anche una focalizzazione sulla ricezione di Marziale da parte di Lessing nell'ambito della svolta epocale nella concezione della scrittura costituita dall'Aufklärung, dove, prima del "romanzo totale" di Balzac, a mutare sono i delicatissimi rapporti tra autore e pubblico. Si tratta, dunque, di uno studio sul problema della comunicazione nell'esame della storia di un genere, come quello epigrammatico, strettamente imparentato al picaresco, a Cervantes, a Swift, a Parini, alla nascita della satira in Europa. Io mi propongo altresì, come corollario, di individuare i lasciti dell'umorismo degli autori succitati in altri scrittori, come i nostri "scapigliati" o il Céline pamphletista, delle letterature italiana ed europea.
Svolgo da sette anni, in quanto vincitore di concorso, attività di insegnante presso la scuola superiore - liceo scientifico e psico-pedagogico - per le discipline di latino e italiano nel triennio: quest'attività mi ha portato a ribadire i miei interessi per la teorizzazione concisa di problemi estetici e retorici relativi al rapporto tra i "generi" delle letterature antiche e quelli, meno netti, delle moderne.

| requisiti |